Progetti in corso settore Socio-sanitario

 

PROGETTI PER L'INSERIMENTO IN ATTIVITA' LAVORATIVE DI SOGGETTI CON AUTISMO

Nel corso degli anni l'esperienza riabilitative fatta all'interno del Centro Politano ha evidenziato la necessità di progettare esperienze finalizzate all'apprendimento di competenze lavorative e di competenze relazionali. I soggetti adulti con autismo hanno il diritto di avere proposte di intervento adeguate all'età anagrafica, che riconoscono le loro competenze e le loro reali possibilità. Da circa tre anni quindi si è cercato di offrire percorsi di avviamento al lavoro, ovviamente in situazioni protette e fortemente strutturate, gestite da nostri operatori altamente formati.

 

Ristorante terapeutico per soggetti autistici

In seguito all'esperienza estremamente positiva del laboratorio di cucina realizzato nel precedente anno, durante il quale si sono viste crescere le competenze dei soggetti coinvolti sia nella preparazione di pietanze, sia di gestione delle tavola (apparecchiatura – sparecchiatura - riordino dei locali), si è ritenuto opportuno trasformare da laboratorio interno a una vera attività.
I soggetti inseriti, a vario livello nel progetto quest'anno sono 10, tutti con diagnosi di autismo.
Sono soggetti per i quali non è possibile pensare un inserimento lavorativo reale e che richiedono un ambiente molto strutturato e protetto, mediato dalla competenza di personale formato, a causa delle gravi problematiche comportamentali e delle serie difficoltà relazionali.

Obiettivi del progetto:
  • Saper effettuare pietanze complesse.
  • Saper gestire la tavola in autonomia (apparecchiare – sparecchiare – riordinare i locali).
  • Ridurre il bisogno di aiuto dell'operatore e il bisogno di strutturazione dell'ambiente.
  • Sperimentare l'auto-controllo del comportamento in una situazione reale.
  • Favorire comportamenti di relazione adeguati con estranei.

Fasi del progetto:

 

Sulla base dell'esperienza dello scorso anno il progetto si suddivide in due fasi, fase A e fase B. Alla fine di ogni fase è prevista una verifica.

La prima fase FASE A prevede un training continuo all'interno del centro di apprendimento di comportamenti adeguati sia all'interno del laboratorio di cucina, sia per il servizio ai tavoli. I soggetti infatti necessitano di un continuo allenamento e di un perfezionamento delle competenze acquisite. La quotidianità al centro, mediata e interpretata dagli operatori, è necessaria come strumento di training continuo .

La seconda fase FASE B prevede la continuazione di preparazione di cene, o altri tipo di eventi, almeno mensile per amici e per estranei presso i locali del ristorante didattico Opera 22


Progetto serra e agricoltura sociale

Nello spazio esterno di Villa Nesti è stata realizzata una serra professionale. L'obiettivo è quello di offrire un luogo di lavoro per i soggetti ospiti della residenza, ma anche per i soggetti adulti inseriti nelle altre strutture diurne della Fondazione. L'attività svolte in serra e nello spazio circostante sono :
produzione di piantine, produzione di ortaggi, realizzazione di un orti che provvedano non solo al fabbisogno della struttura ma che permettano di allargare in un prossimo futuro la possibilità di produzione. Attualmente siamo nella fase di allestimento delle opere di urbanizzazione esterne, (luce, acqua, camminamenti) e di acquisto del materiale necessario per impiantare l'attività. L'attività verrà gestita da un tecnico esperto affiancato dagli operatori delle struttura. Si prevede di inserire inizialmente nell'attività corca 10 soggetti con autismo.


Magazzino laboratorio per le confezioni

Per incrementare le possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa gratificante e finalizzata, è stato preso in affitto una stanzone esterno alla Fondazione dove i soggetti in carico ai servizi del centro diurno Politano e della residenza di Villa Nesti vanno per svolgere lavori per conto terzi:

  • Lavori di assemblaggio,
  • Di ripiegamento,
  • Imbustaggio,
  • Realizzazione di ceste natalizie con il confezionamento e pesatura dei prodotti,
  • Montaggio,
  • Confezionamento di bomboniere.

Il laboratorio è seguito dagli operatori interni alla strutture.
Nell'ultimo hanno sono emerse molte difficoltà nel reperire il lavoro e le possibilità di realizzazione del progetto sono scarse, in quanto le ditte che erano state trovate non hanno dato lavoro in maniera continuativa e stabile.

 

Attivita' di tipo espressivo

laboratorio permanente di pittura per soggetti autistici

All'interno dei trattamenti offerti dal Centro di Riabilitazione per soggetti con autismo Silvio Politano da circa tre anni è attivo un laboratorio di pittura.

Il laboratorio è gestito da un operatore esterno in collaborazione con gli educatori del servizio, per una o due volte a settimana. Le finalità sono quelle di offrire, attraverso l'uso del colore e della rappresentazione grafica , un'ulteriore possibilità di espressione di sé.

In questi anni per dare un significato all'iniziativa e rendere pubblico il lavoro svolto, sono state realizzate due mostre di pittura: la prima nell'ottobre 2007, la seconda a dicembre 2009, aperte alla città che si sono svolte nei locali del comune in pieno centro storico.


laboratorio teatrale del coderino

All'interno delle attività proposte al diurno del Coderino sono ormai 2 anni che viene effettuato un laboratorio teatrale gestito da 2 esperte esterne. L'attività, che cerca di coinvolgere tutti gli ospiti, al di là della patologia e della gravità, termina a giugno con una rappresentazione all'interno di un teatro cittadino.


Attivita' di autonomia e tempo libero

vacanze estive per soggetti autisitici

All'interno dei due servizi diurni per soggetti con autismo vengono effettuate vacanze di gruppo finalizzate all'aumento dell'autonomia e all'accettazione di rituali di vita in altri contesti educativi.
Le vacanze sono fondamentali anche per iniziare un lavoro efficace per frequentare i contesti sociali esterni come bar, strutture balneari, pizzerie, cinema. Per i bambini più piccoli di solito sono la prima occasione di separazione dal nucleo familiare. Le vacanze vengono effettuate con un altro numero di personale per i gravi problemi comportamentali che spesso vengono messi in atto per accettare la variazione di contesto e di routine

 

progetto week end in autonomia per soggetti autistici

All'interno del servizio diurno per i piccoli e dell'ambulatorio è stato portato avanti per questo ultimo mese un progetto per l'incremento delle autonomie di base che è stato organizzato in due fasi:

  • fase a) realizzazione di cene in altro contesto (è stato utilizzato il centro Politano di via Bisori e la sua cucina), preparazione della lista della spesa, acquisti realizzazione della pietanze, apparecchiatura, sparecchia tura, riordino della cucina,
  • fase b) pernottamento fuori per una notte.

 

Progetti specifici riguardanti attività sociale

C.O.L.L.A. 2

Il progetto COLLA fa parte dell'articolato progetto promosso dall'assessorato sociale della regione Toscana denominato FILIGRANE, teso a promuovere la sperimentazione di modelli che possano far nascere luoghi di aggregazione nel mondo giovanile, con l'obiettivo di prevenire l'insorgere di fenomeni di disagio sociale. Il progetto è finanziato dalla Provincia di Prato su fondi regionali. Il progetto ha la sua sede operativa presso il Centro Diurno Meucci.
  • 1.Offrire uno spazio di aggregazione per ragazzi della fascia di età preadolescenziale ed adolescenziale, con la presenza di figure adulte di riferimento;
  • 2.Promuovere occasioni di scambio e di confronto tra i giovani;
  • 3.Promuovere stili di vita e di divertimento "sani " ed alternativi al concetto di divertimento inteso spesso, come sballo ;
  • 4.Aumentare la capacità di socializzazione fra i giovani e migliorare la qualità delle loro relazioni;
  • 5.Ridurre il tempo passato dai giovani in ambienti "a rischio" (strada, "casa");
  • 6.Promuovere un lavoro di rete tra le varie associazioni presenti sul territorio che si occupano di giovani e favorire iniziative a livello locale;
  • 7.Costituire un punto di osservazione privilegiato rispetto al mondo giovanile,

alle sue problematiche e alle sue risorse;Rafforzare il processo di integrazione degli adolescenti nel territorio dove vivono;Aumentare l'autostima degli adolescenti ;Coinvolgere il mondo della scuola, realtà fortemente presente in questa zona della città
Il Progetto prevede il coinvolgimento dei soggetti presenti sul territorio, in particolare la Parrocchia di San Giusto e di S,Antonio a Reggiana, oltre alle scuole presenti. La prospettiva è quella di offrire un adeguato supporto e riferimento al mondo giovanile in questa zona di Prato e dalla constatazione, condivisa, di dover attivare tutte quelle azioni necessarie a prevenire la marginalità, la devianza e il rischio di criminalità, specialmente per coloro che, per particolari situazioni esprimono un disagio all'interno della famiglia e/o della società. Il progetto potrà essere realizzato ricercando la collaborazione e le sinergie con tutti gli altri soggetti istituzionali e non istituzionali anche al fine di reperire ulteriori risorse umane e finanziarie da impiegare. Tale progetto è rivolto anche a coloro che manifestano forme di disagio in una scarsa capacità progettuale non riuscendo così a gestire autonomamente e con soddisfazione il proprio tempo libero. Il progetto intende porsi, quindi, come una presenza educativa, attenta a tutte le dimensioni sociali che coinvolgono gli adolescenti/giovani, scuola, formazione, tempo libero, bande di amici etc..... con l'obiettivo di coinvolgere quanti più giovani sarà possibile.


Attività svolte:

  • 1. Realizzazione di attività di animazione: corsi (fotografia, teatro,musica, arte, giocoleria..); eventi musicali, attività ricreative…; attività sportive;
  • 2. Organizzazione di incontri a tema con il coinvolgimento di esperti ( anche adulti e rappresentanti della comunità ) su temi scelti dal gruppo al fine di stimolare la riflessione personale e il confronto su tematiche giovanili e non.
  • 3. Organizzazioni di eventi da realizzarsi in "piazza" per favorire la crescita del senso di protagonismo all'interno del proprio contesto di vita;
  • 4. Raccolta di materiale informativo e illustrativo riguardo alle opportunità e alle occasioni offerte dal territorio, inteso come città;
  • 5. Attività di recupero scolastico al fine di ridurre l'abbandono precoce;
  • 6. Realizzazione di percorsi con il supporto delle nuove tecnologie ( P.C:, radio, ecc..)
  • 7. Sperimentazione di contatti con altre realtà giovanili regionali, in rete ;
  • 8. Possibilità di confronto con figure adulte, sia in modo informale ( nel corso delle attività) sia in modo strutturato offrendo una sorta di sportello " amico" per colloqui individuali.

WE MEET

Il progressivo declino dei luoghi storici di aggregazione – la famiglia, il circolo, la parrocchia, la piazza, ecc. - che fino a pochi decenni fa avevano dato forma alle reti di relazioni sociali nelle quali gli individui svolgevano la propria vita, ha lasciato alle proprie spalle una realtà sociale in grave difficoltà nello strutturare nuovi spazi che assolvessero quelle funzioni di integrazione sociale e di promozione di schemi cognitivi precedentemente assicurati dai luoghi di cui sopra. Parallelamente, questo processo è stato segnato dall'incalzare sempre più deciso di spazi sociali ove vaste masse di individui si incrociano senza stabilire relazioni e senza condividere quel sentimento di solidarietà che caratterizza invece i membri di un gruppo. Sono quelli che l'antropologo Marc Augé definisce non luoghi, ossia tutti quegli spazi strutturati in funzione della loro transitorietà e strumentalità: autostrade, aeroporti, stazioni e centri commerciali sono, per l'autore, chiari esempi empirici di questo concetto. È interessante osservare come i centri commerciali – eletti da Augé e da buona parte della letteratura sociologica quasi a paradigma di ciò che si intende per luoghi non relazionali – fossero stati originariamente pensati come spazi di aggregazione: era questa, infatti, la funzione che l'architetto viennese Victor Gruen aveva in mente quando progettò, nel lontano 1956, il suo Southdale Mall, il primo centro commerciale "introverso", ossia coperto e con i negozi rivolti verso l'interno dello stesso e non più verso l'esterno, come era accaduto fino ad allora nei primi centri commerciali che erano stati realizzati. Malgrado il successo commerciale del centro ideato da Gruen, la speranza di quest'ultimo di vedervi sorgere al suo interno nuove relazioni sociali è andata completamente frustrata. Il progetto è teso a elaborare nuove idee e sperimentazioni capaci di imprimere un cambiamento del modo in cui, fino ad oggi, abbiamo pensato i centri commerciali. Specialmente se si considera che ad essere investiti in modo più massiccio dalla suddetta carenza sono i soggetti più giovani. Non a caso, sono proprio questi ultimi i destinatari del progetto che si intende coinvolgere. We Meet parte dalla consapevolezza della necessità di promuovere relazioni personali significative tra i giovani mediante un'azione da articolare su più versanti strettamente connessi tra loro: in primo luogo, mediante l'offerta di attività di carattere culturale, artistico e ricreativo; in secondo luogo, stabilendo legami con gli altri centri frequentati dai giovani – la scuola, il circolo, la parrocchia, ecc. – al fine di favorire l'inserimento del nostro punto di aggregazione nel contesto territoriale in cui è situato il centro commerciale. I suddetti obiettivi, ovviamente, chiamano in causa la capacità di misurarsi con le mentalità, i valori e i codici linguistici dei giovani. La sfida che abbiamo voluto raccogliere mediante questo progetto pone difficoltà e interrogativi tutt'altro che banali. Ciononostante, abbiamo pensato che valga la pena tentare questa strada.

Obiettivi del progetto
Il progetto si pone l'obiettivo di creare all'interno del nuovo centro commerciale, un luogo PERMANENTE di incontro tra giovani della fascia delle scuole medie inferiori e superiori che sviluppi le loro potenzialità e che in particolare ne favorisca:
  • la crescita culturale
  • la crescita della espressione artistica
  • momenti ricreativi
  • la socializzazione

Il Centro si presenta come un Internet Point dove i ragazzi e le ragazze possono usufruire gratuitamente in uno spazio a loro disposizione delle più moderne tecnologie (computer con connessione ad internet ed attrezzature multimediali)
Soggetto gestore

Fondazione santa Rita in collaborazione con Oratorio di Sant'Anna.


Ristorante didattico OPERA 22

Opera 22 è un ristorante didattico che intende offrire ai giovani con specifici disagi sociali e/o psico fisici, una possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. La scommessa del ristorante nasce all'insegna del "fare del bene facendo del bene". In sintesi vi è l'ambizione di attirare sempre più persone verso questo tipo di esperienza, offrendo un servizio ed una cucina di alta qualità. Anche la location è molto curata, e peraltro allocata nella suggestiva cornice delle mura di Prato. Il Ristorante, partito nello scorso mese di aprile, ha già ottenuto notevoli consensi di critica anche nell'ambito di recensioni di esperti specializzati nel campo della ristorazione. Sono molto importanti i risultati finora ottenuti anche sul piano formativo e pedagogico. Lavorare con il pubblico è per i ragazzi una importantissima esperienza che favorisce la sicurezza e l'autostima. Attualmente sono in organico 8 addetti . I ragazzi coinvolti sono 6 di cui 2 con contratto di apprendistato e 2 con Borsa lavoro. Altri due hanno esaurito il periodo in formazione con borsa ma vengono periodicamente richiamati sulla base degli eventi da realizzare.


Laboratorio teatrale

Il laboratorio teatrale è un'esperienza nata nel 2005 e che è proseguita in maniera costante nel corso di questi anni, allo scopo di dare ai nostri ragazzi la possibilità di sperimentare l'attività teatrale nelle sue varie dimensioni. L'attività teatrale è ormai riconosciuta come un valido strumento educativo, infatti, attraverso di essa è possibile favorire il superamento di alcuni problemi che normalmente accompagnano la crescita: la timidezza, il cattivo rapporto con il corpo che cambia, l'eccessiva aggressività ecc… Attraverso tale attività si possono, così, aiutare i ragazzi a prendere coscienza del proprio mondo interiore e del rapporto con il proprio corpo, imparando ad esercitare un controllo sulle proprie emozioni, cercando di superare difficoltà ed insicurezze e spronandoli a potenziare le capacità creative. Grazie all'attività teatrale i ragazzi possono manifestare la fantasia di entrare in altri mondi e la capacità di assumere ruoli a loro pertinenti.
Infine, questa attività, oggi è uno strumento di fondamentale importanza per promuovere la reciproca conoscenza fra giovani di cultura e tradizione e lingue differenti. L' attività teatrale in questo senso acquista vero e proprio valore pedagogico. Nel corso di questi anni sono stati allestiti diversi spettacoli teatrali dell'autore e regista Viviano Vannucci quali "Squisio" ,"Pinocchio", " Natale al Museo". Sono stati inoltre allestite piccole rappresentazioni ad uso interno, a acui hanno assisistito i ragazzi e le ragazze del santa Rita nel corso di particolari ricorrenze. Ogni spettacolo è stato realizzato sulla base dei ragazzi coinvolti in quel particolare laboratorio, ogni spettacolo è diventato, così, irripetibile da altri soggetti, perché costruito sulle singole individualità e capacità. I laboratori che si sono alternati in questi anni hanno visto il coinvolgimento di gruppi diversi di ragazzi inseriti nelle varie strutture della Fondazione, insieme ad alcuni educatori e guidati da due esperti in questo settore. Il fare teatro in questo contesto ha dato quindi anche la possibilità ai singoli di "imparare a lavorare insieme", a scoprire e a gestire le proprie capacità e le proprie risorse, a "vestire i panni altrui" favorendo anche il miglioramento delle relazioni e la crescita della realtà comune dei ragazzi dell'O.S.R.


Donazione di Franco Bertini "Collezione Pittori Pratesi del '900

La collezione nasce per la generosità del Sig. Franco Bertini, noto collezionista pratese, che in virtù della pluriennale amicizia con la Fondazione Santa Rita, ha deciso di donare alla Fondazione stessa 108 opere che rappresentano il miglior frammento della sua collezione che annovera i maggiori artisti pratesi dal novecento ad oggi. La Fondazione ha allestito una mostra permanente presso la sede di Piazza San Rocco. La mostra è visitabile tutti i giorni ed è possibile usufruire, su richiesta degli interessati, di una guida specializzata. L'iniziativa si pone nel solco del tradizionale rapporti di empatia tra la Fondazione santa Rita e la comunità pratese, e vuole rappresentare un servizio che la fondazione offre per far conoscere meglio il talento di tanti artisti pratesi. Sono allo studio ulteriori iniziative per potenziare la mostra e per rendere il luogo dell'allestimento un centro di riflessione culturale ed artistico. Sono in fase di realizzazione strumenti di informazione e divulgazione della mostra che vedranno come protagonisti nella realizzazione i ragazzi del Santa Rita, in particolar modo con la realizzazione di strumenti multimediali che verranno utilizzati per favorire la conoscenza delle opere ai visitatori.